Chiesa di S. Chiara e Monastero (sec. XV)


Monastery of S. Chiara
The Monastery of S. Chiara, still home to the Poor Clare order, was built by Giulio Cesare Varano with the aim of luring his daughter Camilla (who entered the monastery of S. Chiara in Urbino with the name of Sister Battista) back home.  Much money was invested in the building; with its elegant Renaissance cloister, it was enriched with works of art before being given to the sisters on 4 January 1484 in a public ceremony, complete with Notary’s deed. The church, dedicated to S. Maria Nova, takes up an entire wing, from one road to the other, with its choir. Once the nuns’ burial place, it holds the famous wooden choir sculpted by Domenico Indivini da Sanseverino in 1487. A true masterpiece of ebony work.

Via Ansovino Medici

Il Monastero di Santa Chiara, che ancora oggi ospita le Clarisse, fu costruito da Giulio Cesare Varano nell’intento di ricondurre in patria la figlia Camilla, entrata, con il nome di Suor Battista, nel Monastero di Santa Chiara a Urbino. Somme ingenti furono investite nella costruzione che, caratterizzata da un elegante chiostro rinascimentale, fu arricchita con opere d’arte prima di essere donata alle religiose, con atto notarile e pubblica cerimonia, il 4 gennaio 1484. La chiesa, già dedicata a Santa Maria Nova, occupa un’intera ala, da una strada all’altra, insieme al coro. In esso, antico luogo di sepoltura delle monache, è conservato il famoso coro ligneo di Domenico Indivini da Sanseverino, che lo realizzò nel 1487. Vero capolavoro di ebanisteria. A testimonianza dell’esistenza di altre parti precedenti inglobate nel monastero quattrocentesco, l’affresco con la Crocifissione scoperto nel refettorio delle monache e ora sistemato sulla parete opposta a quella originale, risale al primo decennio del XV secolo. L’opera, nel quale un monaco vestito di bianco presenta al Cristo crocifisso un devoto inginocchiato, è la conferma dell’appartenenza del convento e di Santa Maria Nova ai monaci di Monte Oliveto, prima che il complesso venisse rilevato da Giulio Cesare con lo scopo di donarlo alle autorità francescane per farne un monastero di Clarisse.

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OPERA: Gesù Cristo crocifisso

AUTORE: ignoto (ambito Italia centrale)

MATERIA/TECNICA: legno dipinto/intagliato

CRONOLOGIA: sec. XV

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OPERA: Coro ligneo

COMMITTENTE: Giulio Cesare da Varano

AUTORE: Domenico Indivini

MATERIA/TECNICA: legno intagliato intarsiato

CRONOLOGIA: 1489

La decorazione è composta dai simboli della Passione, dal vaso di fiori con tre gigli al cuore di Gesù legato da corde e sovrastato dai simboli del supplizio