Pittori nelle Marche


Poco o nulla si potrà comprendere del ruolo strategico delle arti e dei mestieri se non si ricostruiscono gli spostamenti nel tempo e nello spazio dei pittori, degli scultori, degli architetti, ecc (dove sono nati, dove hanno appreso il mestiere e dove hanno lavorato). Solo quando si collegano le OPERE agli AUTORI e questi ai COMMITTENTI e ai TERRITORI dove hanno operato e dove si conservano ancora le loro opere, si potrà comprendere la natura e l’intensità degli scambi avvenuti senza soluzione di continuità. Proprio queste maestranze (“artisti” e “artigiani”) hanno contribuito, insieme alla lingua, alla cucina, alla musica e alle credenze, alla omogeneità culturale di territori sub regionali come la Marca di Camerino o la Valle del Potenza.
Tutto il territorio marchigiano è un’opera d’arte: un patrimonio costituito da affreschi, dipinti e sculture che raccontano la storia, le tradizioni, i personaggi, la religiosità, i conflitti che hanno attraversato il territorio marchigiano certificando una ricchezza di stili unica difficilmente riscontrabile altrove.
Come dice Sgarbi “Le Marche sono un libro aperto di Storia dell’Arte. Ogni scuola pittorica è presente…. Una regione piccola nelle dimensioni, ma proporzionalmente la più grande per quantità di patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico in Italia”.